Era da (molto) tempo che avevo in lista lettura La neve se ne frega, primo romanzo del poliedrico Luciano Ligabue. Il momento è arrivato durante le vacanze natalizie e devo anticipare che sono rimasto piuttosto soddisfatto: una buona sorpresa, che testimonia come chi non nasce romanziere – vedi per esempio Antonio Albanese con la sua Strada giovane – può produrre una storia ben confezionata, al netto di qualche sbavatura e passaggi interlocutori.
Continua a leggere “Recensione La neve se ne frega di Luciano Ligabue”Recensione La bugia dell’orchidea: altra delusione, ma il soldato Carrisi deve salvarsi da solo
Mi sono approcciato a La bugia dell’orchidea, ultima fatica di Donato Carrisi, con aspettative molto modeste e purtroppo ne avevo ben donde. Questo fantasy con lievi sfumature thriller è infatti intriso di incompiutezza e elementi soprannaturali, ormai la cifra degli ultimi lavori dell’autore best-seller di Longanesi. Il-nuovo-romanzo-di-Carrisi (il titolo è ormai un accessorio ridotto a una scritta minuscola sulla copertina) parte come al solito con un’idea intrigante, ma si dilunga in modo eccessivo e diventa presto noiosissimo. Il finale è sconfortante, ma non è una novità: è in linea con lo stile di Carrisi ultima versione, dove le pagine finiscono, non viene chiusa una storia che sia una, tutto rimane sospeso e perso per strada e il lettore viene abbandonato a se stesso pieno di domande, dubbi e disorientamento.
Continua a leggere “Recensione La bugia dell’orchidea: altra delusione, ma il soldato Carrisi deve salvarsi da solo”Recensione Strani disegni di Uketsu: esperimento curioso, con un grande buco
Strani disegni è il breve titolo di un brevissimo romanzo a firma del misterioso autore giapponese Uketsu. Pubblicato in Italia da Einaudi con la traduzione di Stefano Lo Cigno, questo libercolo racconta una storia sviluppata ad enigmi e ospita numerose illustrazioni che fanno da cardine allo svolgimento della vicenda. L’esperimento è curioso e intrigante, seppur il risultato finale rimanga molto superficiale. Il grosso problema è un buco, anzi una voragine, che rovina un po’ tutto il finale.
Continua a leggere “Recensione Strani disegni di Uketsu: esperimento curioso, con un grande buco”Recensione Nel sangue di Garlasco di Gianluca Zanella
Nel sangue di Garlasco è un mirabile lavoro a firma del giornalista Gianluca Zanella e pubblicato da Ponte alle Grazie, che racconta in modo molto preciso e rigoroso la storia di uno dei cold case italiani più celebri ovvero il delitto di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007. A 18 anni dal brutale omicidio, stanno emergendo nuove verità e clamorosi errori da parte delle autorità che gettano ombre inquietanti su una vicenda molto più grande e articolata rispetto a quanto immaginato in un primo momento.
Continua a leggere “Recensione Nel sangue di Garlasco di Gianluca Zanella”Recensione Il romanzo di Marceau Miller: ottimo marketing, poca sostanza
Sospinto dal mio ineluttabile ottimismo (e masochismo?), ho dato fiducia a Il romanzo di Marceau Miller, al centro di una poderosa campagna di promozione internazionale. Il thriller, edito in Italia da Einaudi, appariva un po’ ovunque tra inserti, riviste, book influencer e social, puntando sull’ormai abusato artificio dell’autore misterioso – pseudonimo di un nome molto conosciuto, ci mancherebbe altro – e su atmosfere con chiari rimandi a Joël Dicker. Eppure, sotto lo spesso strato di marketing rimane davvero ben poco se non una facile previsione che la storia sia stata confezionata ad hoc per diventare una miniserie su Netflix.
Continua a leggere “Recensione Il romanzo di Marceau Miller: ottimo marketing, poca sostanza”Recensione Destinazione errata di Domenico Starnone: sporco e quindi vero
Sarà per via della faticosissima lettura dell’Ultimo Segreto di Dan Brown, sarà perché banalmente avevo bisogno di addentrarmi in una scrittura asciutta, brillante e sintetica, ma ho approcciato Destinazione errata di Domenico Starnone con grosse aspettative. Posso anticipare che la fiducia è stata soddisfatta, lasciandomi speranzoso sul fatto che sia ancora possibile confezionare un lavoro concreto, ragionato e godibile senza sfociare nella grafomania, raggiungendo le profondità dei personaggi e non galleggiando nei tanti stereotipi.
Continua a leggere “Recensione Destinazione errata di Domenico Starnone: sporco e quindi vero”Recensione L’ultimo segreto di Dan Brown, lo sbrodolamento che porta alla noia suprema
Ho aperto l’ebook de L’ultimo segreto di Dan Brown osservando subito il conteggio delle pagine sul bordo inferiore dell’ereader, perché temevo di trovarmi davanti un numero abnorme. Ne avevo ben donde: 675, seicentosettantacinque. Una montagna enorme da scalare, soprattutto conoscendo lo stile del Nostro: avevo paura di stare per inoltrarmi in un viaggio al termine della grafomania, nello sbrodolamento più estremo. E così è infatti stato. Ho lottato in modo costante con la noia di eventi inutili che non portano a niente, togliendo paradossalmente spazio a dettagli molto più importanti come i personaggi e l’approfondimento delle tante e moderne tematiche riportate nella storia.
Continua a leggere “Recensione L’ultimo segreto di Dan Brown, lo sbrodolamento che porta alla noia suprema”Recensione Daikon di Samuel Hawley, una storia di soli mostri
Daikon è un romanzo che merita due riflessioni. La prima è che non è necessario che in una storia ci siano per forza dei bravi e dei cattivi, anzi il più delle volte l’oscurità è ben maggiore della luce, quantomeno è così nella vita reale. In secondo luogo, è possibile riuscire a fare divulgazione con la narrativa, scendendo anche molto nel tecnico e peraltro scoperchiando temi etici spinosi. Come si può immaginare, ho ben apprezzato il lavoro di Samuel Hawley edito in Italia dalla Silvio Berlusconi Editore (ero del tutto ignaro della sua esistenza, me ne sono accorto a metà libro) e tradotto da Sara Crimi e Laura Tasso.
Continua a leggere “Recensione Daikon di Samuel Hawley, una storia di soli mostri”Recensione Il quadro completo di Fabio Galli (e l’importanza del ritmo della narrazione)
Nella palette delle varianti del genere thriller ho sempre considerato quelli psicologici appena un mezzo passo dietro a quelli giudiziari, che rimangono a tutt’oggi i miei preferiti. Il teatro delle aule di tribunale rimane a mio avviso un terreno ostico, da affrontare con attenzione, ma non che lo sia meno il viaggio nella mente di vittime, carnefici, testimoni e comparse. In quest’ultimo caso, infatti, la vicenda da risolvere è tanto importante quanto la costruzione dei personaggi, dei loro vissuti, dei loro chiaroscuri. Gira attorno a tutto questo anche Il quadro completo di Fabio Galli – che ringrazio per avermi inviato il suo lavoro. Questa recensione è una buona occasione per parlare di ritmo della narrazione.
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Sono arrivato a pagina 44 di L’estate che ho ucciso mio nonno di Giulia Lombezzi (Bollati Boringhieri) e mi sono domandato come diavolo sarebbe proseguito, cosa avrebbe alla fine raccontato, come avrebbe sostenuto l’impalcatura fino a quel momento costruita. Ammetto di aver terminato la lettura piuttosto soddisfatto: è un romanzo fresco, attuale, ben bilanciato, con personaggi di carne e sangue ed è scritto molto bene. Ecco, è scritto molto bene e paradossalmente è proprio questo dettaglio non da poco che mi ha attanagliato per tutto il tempo.
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